"Interview. Dieci anni dopo. Il progetto ufficio all'inizio del nuovo millennio"

Editore 22publishing
Milano, 2008
24 x 24 cm
160 pagine a colori
200 illustrazioni
Isbn 9788895185132


[scheda a cura dell'editore]

In questo libro Danilo Premoli torna a intervistare i progettisti che si sono confrontati con il progetto ufficio ottenendo i risultati più interessanti. Diciassette interviste che tracciano l'evoluzione dell'approccio progettuale nel tempo e allo stesso tempo precisano come si affronta il progetto degli spazi di lavoro oggi.

La struttura del libro è semplice e lineare: diciassette capitoli, ognuno dedicato ad un progettista di cui l'autore disegna un ritratto preciso e completo, sicuramente attraverso l'intervista ma anche presentando i progetti che meglio rappresentano il lavoro e l'approccio al progetto di ogni architetto. Un viaggio coinvolgente e interessante attraverso il lavoro di diciassette architetti, con lo scopo di verificare lo stato dell'arte del progetto ufficio ad oggi ma anche di esplorare metodi differenti per avvicinarsi al progetto e per controllarne lo sviluppo.

Lo stile leggero ma acuto di Danilo Premoli accompagna il lettore alla scoperta dei diversi modi di affrontare la progettazione degli spazi dedicati al lavoro e traccia con precisione l'evoluzione e il cambiamento del mondo del lavoro e, di conseguenza, delle esigenze di chi lavora in ufficio.



[dalla Prefazione di Francesco Morace]

... Essere responsabili significa fare scelte consapevoli. Assumersi il carico, fino in fondo, delle proprie scelte significa essere liberi. E in questo consiste la nostra umanità: essere imprenditori, manager e progettisti illuminati dalla nostra libertà consapevole. L'ufficio del futuro deve nutrirsi quindi di sostanza e qualità sperimentata dei contenuti, incarnando ancora oggi il luogo della nostra attività nel mondo. L'ufficio non muore né si dissolve nel cottage elettronico immaginato da eminenti futurologi. L'ufficio ha la pelle dura. In quasi tutti gli interventi raccolti da Danilo Premoli in questo bel libro di riflessioni profonde, che hanno il pregio e l'umiltà di mettersi in discussione dopo 10 anni, lo spazio dell'ufficio emerge come necessità sperimentale permanente, anche e soprattutto nella quotidianità del lavoro...


[dalla Postfazione di Alberto Albertini]

... Nel tempo presente in cui la tecnologia pare annullare gli spazi e fornire metriche nuove per misurare il tempo, l'uomo sente la necessità di contrapporre alla virtualità ed alla sfuggevolezza delle cose la concretezza e la dimensione di certi luoghi. Sente il bisogno di marcare un confine per il quale ritornare a riconoscersi dentro o fuori dal lavoro, di riuscire a contrastare il dilagare del tempo lavorativo verso la corruzione del tempo libero. Dilagante ed invasivo perché più creativo e più tecnologico di un tempo. Luoghi fisici pensati per accompagnare al meglio quel faticoso, innato bisogno che abbiamo di incontrare gli altri, di capirci anche guardandoci negli occhi, di confrontare e contaminare le nostre idee, di tentare di migliorare il mondo cercando il contatto con chi è più bravo di noi...
 
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